Radio Luna International – la nascita, la storia, le persone

Nel corso di tanti anni dall’inizio della mia carriera di giornalista e scrittore, non ho mai scritto nulla sulla celebre Radio Luna International da me fondata insieme a mio fratello Ettore! Me ne stupisco anch’io perchè quel progetto editoriale l’ho sempre considerato il mezzo per farmi conoscere ed iniziare la professione di speaker e disc-jockey in modo professionale. Fino al 1980 infatti, avevo considerato l’ambiente radiofonico alla stregua di un hobby molto piacevole ma non nutrivo affatto alcuna speranza che potesse diventare la mia professione. Certo, lo speravo ma conoscevo anche le grandi difficoltà nel settore e dicevo continuamente a me stesso parole del tipo: “Con tutti i DJ che ci sono ed anche molto più bravi di te… che cosa mai speri di fare! Dai, metti la testa a posto e deciditi a trovare un lavoro serio che possa garantirti di vivere”.

Tuttavia, per una serie di circostanze che ora sarebbe troppo lungo e fuori luogo presentare, il progetto ha preso il via in una fredda notte di gennaio del 1980. Io avevo da poco finito il servizio militare, mio fratello Ettore era invece ancora impegnato nel servizio di leva e nel tempo libero ci trovavamo a discutere quale sarebbe stato il nostro futuro.

Visti i trascorsi in radio – infatti entrambi avevamo avuto lusinghiere collaborazioni con altre emittenti private come Radio Nettuno FM 103 e Radio Antenna Nord (solo io), fummo presi da una specie di febbre dell’etere e così ci mettemmo al lavoro per strutturare una radio costruita e gestita da noi.

Avevamo le idee abbastanza chiare e grazie all’esperienza nelle emittenti di cui ho parlato, sapevamo perfettamente che passi seguire. Vicino a casa nostra c’era un negozio di elettronica dal quale spesso ci fornivamo per le nostre esigenze musicali. E così, un giorno, parlando del più e del meno e accennando ai nostri gloriosi trascorsi a Radio Nettuno e al successo ottenuto con il programma Free Music che conducevamo ogni sera intorno alle 20.30 a rotazione, programma che certamente qualche ascoltatore del Trentino Alto Adige ricorda, il gestore del negozio si offrì di seguire tutta la parte tecnica della radio fornendoci la bassa frequenza a prezzi competitivi. Fu così che iniziammo ad acquistare amplificatori audio, mixer, giradischi, audio-cassette, microfoni e altro materiale di supporto per strutturare il progetto della radio. Non avevamo ancora deciso il nome e non sapevamo nemmeno come fare per installare i trasmettitori e i ponti radio, così chiedemmo al nostro amico tecnico di aiutarci e lui ci diede alcune buone idee.

Dopo un primo breve periodo in cui trasmettemmo solo alcune ore al giorno dalla nostra stanza con un’antenna appesa alla finestra della nostra camera, nelle ore in cui nostro padre era al lavoro (perchè apriti cielo se lo avesse saputo!), sentimmo l’esigenza di strutturare il progetto in modo un po’ più professionale. Chiedemmo consiglio al titolare del negozio di elettronica vicino a casa e lui ci informò che era necessario che il segnale venisse diffuso dall’alto per permettere a più persone possibile di ricevere i programmi che trasmettevamo. E così decidemmo di farci un giro sulle colline di Trento per vedere se c’era una location adatta per installare il trasmettitore da 20 Watt della DB Elettronica di Padova che avevamo acquistato, completo di antenna alla somma incredibile di 1.000.000 delle vecchie lire. Dico incredibile, perchè allora era davvero una cifra considerevole e ricordo che facemmo una fatica pazzesca a racimolare quei soldi inventandoci i lavoretti più assurdi pur di raggranellare il denaro che ci sarebbe servito.

Ricordo che io ero in onda dalla camera di casa intento a trasmettere i dischi che erano il patrimonio di una tavernetta che avevamo aperto alcuni anni prima con degli amici e che aveva anch’essa avuto un grandissimo successo: il celebre Lady Luck (signora fortuna) prima a Ravina e poi a Trento, locale che sicuramente i sessantenni come me e forse anche qualcuno più giovane, ricorderanno, perchè era l’unico luogo dove i giovani di allora potevano ballare il sabato e la domenica pomeriggio. A quell’epoca le tavernette andavano per la maggiore. Chi non ricorda il famoso Pussycat di Gardolo o il Gifra di Trento.

Ma tornando a Radio Luna, dicevo che ero in onda dalla mia camera mente mio fratello Ettore stava installando il nostro primo ripetitore sul tetto di una casa di contadini di Villazzano a pochi km dalla città. Trasmetteva sul 101,7 mhz e aveva una potenza di 20 Watt. La copertura era molto limitata anche se le frequenze libere allora erano ancora tante. Ricordo che quella frequenza ci era stata segnalata da il più noto tecnico di alta frequenza, che allora curava la manutenzione dei ripetitori di numerose radio fra cui anche Radio Antenna Nord. Si chiamava Livio Albertini, oltre i 40 ma con tanta voglia di fare. In realtà, dopo un’accurato controllo dell’etere, Livio ci aveva segnalato anche l’87,9 mhz a metà tra le due frequenze di RTT che trasmetteva su 87,6 e 88,2. Noi c’eravamo messi proprio in mezzo e la cosa non fu per nulla gradita dall’emittente trentina. La cosa finì in tribunale e noi fummo costretti a spegnere il ripetitore che trasmetteva la nostra musica dal Monte Calisio su 87,9. Peccato. Era una buona frequenza e avevamo tutto il diritto di occuparla, visto che la normativa precisava che le diverse stazioni radio dovevano mantenere una distanza di almeno 0,3 mhz l’una dall’altra.

In ogni caso non ci dammo per vinti e con il passar del tempo occupammo altre frequenze. Ce le trovava tutte Livio Albertini e ci invitava ad accendere piccoli trasmettitori anche di pochi Watt semplicemente per occupare la frequenza ed avere il diritto di utilizzarla. Infatti, le frequenze in FM erano di chi se le prendeva e non era necessario fare alcuna richiesta per poter trasmettere, esclusa u a comunicazione alla Questura che era nient’altro che una presa d’atto.

La burocrazia a quei tempi era pochissima ed era anche tutto più facile e non c’era alcuna complicazione. Rispetto ad oggi, le cose erano rose e fiori. Tutto era possibile e chi aveva voglia di fare ed estro creativo aveva anche buone probabilità di fare centro.

Noi, sia io che mio fratello Ettore, di estro e voglia ne avevamo fin troppa. Ricordo che stavamo in ballo tutta la giornata per organizzare la radio. le cose da fare erano tantissime, le frequenza, i trasmettitori, la bassa frequenza (cioè i mixer, i giradischi, i microfoni, ecc.) e poi la sala trasmissioni, quella di registrazione, la regia mobile, il Revox a bobine, l’amministrazione, il palinsesto dei programmi, la pubblicità, i clienti, le iniziative a carattere musicale, le serate in discoteca, gli eventi, le sfilate di moda. Insomma, eravamo giovani e nelle nostre vene scorreva davvero l’argento vivo.

Fu per questo che avemmo successo quasi istantaneamente. Forse, anche per il fatto che sia la mia voce che quella di mio fratello Ettore erano già conosciute e la gente ci conosceva per i nostri trascorsi al Lady Luck.

Scrivere la storia di Radio Luna International non è cosa semplice. Sarebbe necessario un libro per poter descrivere dettagliatamente tutte le varie fasi di ascesa dell’emittente e le numerose iniziative ad essa collegate. Saremmo perciò costretti a semplificare e accennare solo “en passant” le tappe fondamentali della storica radio.

Nel titolo si parla della storia e delle persone. Faremo quindi cenno ad una e anche alle altre, perchè naturalmente, queste ultime, costituiscono ancor oggi, un patrimonio importante per quella che fu Radio Luna International. Poco sopra ho accennato ad iniziative collegate alla radio. Si trattava semplicemente di organizzare degli eventi o delle serate di musica anche con noti personaggi della musica in qualche locale o anche all’aperto per fare in modo di far meglio conoscere la radio. E credo che questa strategia fu davvero indovinatissima perchè ci diede modo di estendere a macchia d’olio la nostra popolarità praticamente in tutto il Triveneto.

Organizzammo concerti live, serate di musica nelle discoteche, feste a tema. Tutto era creato per far salire gli ascolti e aumentare la nostra popolarità oltre che i cespiti di guadagno, perchè ad ogni serata erano legati degli sponsor che in cambio di qualche centinaio di migliaia di lire avevano a loro volta la possibilità di accostare il loro marchio ad un evento che dava loro la possibilità di farsi una ottima pubblicità e di conseguenza aumentare le vendite delle varie attività commerciali che gestivano.

Più tardi conoscemmo un altro valente tecnico che curava l’alta frequenza per numerose emittenti come Radio Valsugana, Radio Alto Gradimento, Radio Rovereto e altre ancora. Si chiamava Bruno Galvan e con lui montammo il primo ripetitore in Paganella, duemila metri di altezza e 1.000 Watt di potenza. Radio Luna International cominciava a farsi sentire non solo a Trento e zone limitrofe ma anche nelle Valli e nelle periferie della Piana Rotaliana, della Valle dei Laghi, della Valsugana. E tutto questo portò una nuova notorietà, un più ampio successo e numerose e gratificanti soddisfazioni professionali.

Visto che le cose stavano andando bene, pensammo di rendere più professionale il prodotto radiofonico e visto che ci chiamavamo Radio Luna International, credemmo fosse un’ottima idea agganciarci al circuito Radio Luna di Roma per la messa in onda dei loro programmi anche in Trentino Alto Adige. Fu un’idea grandiosa perchè riuscimmo a prendere due piccioni con una fava. Semplificare il palinsesto e guadagnare tempo da dedicare all’aspetto commerciale che era importantissimo, perchè in fin dei conti, i costi della radio erano ripagati solo dalla pubblicità.

Il pubblico degli ascoltatori seguiva con grande interesse i nomi che ci proponeva la sede romana di Radio Luna in differita. Chi può dimenticare i grandi nomi che si avvicendavano al microfono ora dopo ora tra un notiziario locale, uno speciale musica e il classico programma delle richieste dalla sede di Trento condotto dagli speaker locali. Qualche nome storico: il compianto Giole Campana, purtroppo scomparso prematuramente ma che aveva davvero una grande voce e una speciale tecnica di conduzione, oppure Francesco Acampora che più tardi avrebbe a lungo collaborato con i canali di stereo Rai, Barbara, una conduttrice prodotta dalla sede di Caserta di Radio Luna che contava miglia di fans ogni sera, ed ancora Pino Marino, Daniela Debolini, Simonetta Zauli e l’indimenticabile Cicciolina che a tarda sera, intorno alla mezzanotte andava in onda con il suo “sexy oroscopo”.

Dalla sede di Trento a quei tempi si avvicendavano invece al microfono voci come quella di Beppe ed Ettore Amico, Franca De Ruvo, Rita Gobbo, Eric Thomas e negli anni successivi altri conduttori molto conosciuti ed apprezzati come Roberto Giampiccolo, Stefano Nucida ed Alex Gentili, oltre a Max Bendinelli e Paola Taufer che sotto il coordinamento dell’indimenticabile Giorgio Zanetti, anche lui scomparso prematuramente, andavano al microfono con degli special pomeridiani o mattutini.

Menzione a parte merita anche il compianto Maurizio Mellarini che insieme a Gino Barbarisi hanno diretto la testata giornalistica di Radio Luna International anche quando, successivamente, si sarebbe agganciata a network come Top Italia Radio, Italia Vera e Station One, progetti che fanno parte della decade 80-90 e che hanno lanciato nomi dell’etere di grande risonanza come Marco Mazzoli, Mila, Manuela Doriani, Stefano Gallarini e precedentemente speaker storici e seguitissimi come Mauro Micheloni, Anna Pettinelli, Gianni De Berardinis, Salvatore Calise e tanti altri.

Ci sarebbe ancora molto da dire sulla nascita e l’evoluzione di Radio Luna International ma per ora ci fermiamo qui.

Se volete rivivere per intero i momenti esilaranti e le tantissime iniziative organizzate dall’emittente trentina, vi consiglio di leggere il mio libro dal titolo “Visti e sentiti da vicino” che racconta le numerose tappe della mia lunga carriera di disc-jockey, speaker, conduttore e presentatore, oltre a presentarvi le interviste e gli incontri con i vip e i grandi personaggi della musica, dello spettacolo, della televisione e della cultura italiana ed internazionale di oltre 25 anni di esperienza nel settore. Per ora lo trovate solo in edizione stampata a questo link: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/musica-e-spettacolo/410453/visti-e-sentiti-da-vicino/

Prossimamente verrà distribuito anche in ebook digitale e sarà disponibile nelle migliori librerie della rete.

In chiusura vorrei anche proporvi un breve post che avevo pubblicato sulla mia pagina Facebook in cui ricordavo le lunghissime tournee nelle discoteche del Triveneto e gli spettacoli organizzati con la consociata Luna Spettacoli. Eccolo, così come l’ho scritto sulla rete. Per l’occasione la mia amica Franca De Ruvo mi ha fatto avere alcune foto mie che mi ritraggono con lei in alcuni momenti di serate speciali in alcune discoteche della zona nei primi anni ’80:

DJ REMEMBER (i ricordi di una carriera lunga ed indimenticabile)

Grazie alla mia carissima e straordinaria e meravigliosa amica di sempre Franca Divya, ho recuperato alcune vecchie foto scattate nel corso di una serie di serate organizzate dalla mitica Radio Luna International di Trento in cui io e lei eravamo conduttori e DJ in una discoteca di Fai della Paganella. Parliamo dei primi anni ’80 e allora si suonava sul serio nelle discoteche. Non che adesso non lo si faccia ma a quei tempi bastava organizzare la “festa del rosso e del nero” per riempire i locali. Adesso una serata a tema con quel titolo farebbe zero partecipanti… ma che volete amici miei, erano altri tempi.

Ricordo con un sentimento misto di nostalgia e di gioia quegli anni, soprattutto le mie lunghissime ed “estenuanti” tournee come DJ e animatore in locali come l‘Apre club di Riva del Garda, Il Charlie di Rovereto, il Corsaro di Malcesine, il Number One di Pergine Valsugana, il Waikiki di Trento, il Tilt di Borgo Valsugana, lo Shutlle di Andalo, il St. Louis di Mezzolombardo, l’Isolotto di un paese oltre Borgo di cui non ricordo il nome e naturalmente la discoteca Stella Alpina di Fai della Paganella in cui sono fotografato con la mia VIP preferita Franca Divya.

Grazie gente di avermi concesso questa divagazione. Ora continuo a fare musica ma solo per pochi intimi ed in serate selezionate tra Ferrara, Padova e Rovigo. Buona vita a tutti!!!!

Ah a proposito, la mia sorellina, appena ha visto queste foto ha detto: Ma eri con Mietta? No, ho risposto, con Franca Divya ma devo dire che è vero! La mia amica Franca assomiglia davvero a Mietta… ciao Franca, un bacio e d un abbraccio tra anime affini.

L’ultima foto è stata scattata al Nr.1 di Pergine Valsugana.

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